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Amiternum
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mwdqAmiterno (Amiternum in mwdglatino) era un'antica città mwdwitalica fondata dai mweaSabini,cite-ref-strabo-5-3-1-1-0[1] le cui rovine sorgono nei pressi di mwfqSan Vittorino e mwfgPreturo, a circa mwfw11 km a nord dell'mwgaAquila. Oggi è possibile vedere solamente un mwgqteatro, un mwgganfiteatro e la pianta di una mwgwdomus, che costituiscono il sito archeologico principale di mwhaepoca romana,cite-ref-heinzelmann-2-2-0[2] ma altre importanti testimonianze, tra cui una mwiqvilla d'epoca romana, sono state rinvenute recentemente nell'area circostante, nei pressi di mwigCoppito e mwiwPizzoli.cite-ref-amiternum-3-0[3]

La città ha dato i natali ad uno dei maggiori mwkqstorici romani, mwkgSallustio, ed è stata mwkwsede di diocesi insieme alle vicine città di mwlaForcona (frazione di Civita di Bagno) e mwlqPitinum (quartiere di Pettino). Pur essendo sopravvissuta alla mwlgcaduta dell'Impero romano d'Occidente, Amiterno visse un periodo di grande decadenza fino a scomparire completamente nel mwlwXIII secolo. Il suo nome ha dato vita nei tempi a seguire a diversi toponimi: dal mwmacontado Amiternino, come generica indicazione dell'attuale mwmqConca aquilana, fino all'attuale mwmgcomunità montana Amiternina e alla mwmwstrada provinciale 1 Amiternina.

Contents

Storia
Note

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Storia

(latino)

«

[Amiternum] splendidissima civitas

»

(dalla tabula patronatus dedicata a Gaio Sallio Pompeiano Sofronio del 325cite-ref-4[4])

Prima della conquista di Roma

La città di Amiterno (il cui nome deriva da mwpgambitus/mwpwamb-, «intorno», e mwqaAternus, stando quindi a significare «sui lati del fiume Aterno»cite-ref-5[5]), da non confondersi con la contemporanea mwrqAmiternum sannita, precede di molto l'mwrgepoca romana e fu una delle più importanti città sabine.cite-ref-6[6] Secondo mwswMarco Porcio Catone, è proprio da un villaggio nelle vicinanze di Amiterno, Testruna, che trae le sue origini il popolo dei mwtqSabini.cite-ref-7[7]

L'antico centro italico si sviluppava sui lati del colle oggi chiamato mwwaSan Vittorino ed era un importante centro di scambi tra il mwwqTirreno e l'mwwgAdriatico.cite-ref-8[8] Gli amiternini vinsero una guerra contro gli mwxwaborigeni al tempo di mwyaRomolo (fine dell'mwyqVIII secolo a.C.), conquistando le loro città più importanti, Lista e mwygCutiliae, in un attacco notturnocite-ref-9[9] e furono la popolazione che dominò l'alta mwzwvalle dell'Aterno fino al mwaaVI secolo a.C.cite-ref-10[10]

Periodo romano

Nel mwca290 a.C., durante la loro espansione nell'mwcqItalia centrale, i romani, guidati dal console mwcgManio Curio Dentato, conquistarono l'intero territorio dei sabini, compresa Amiterno.cite-ref-11[11] In quell'anno la città ricevette la cittadinanza mwdwsine suffragio, cioè senza diritto di voto, e nel mwea268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza mweqoptimo iure, che dava la possibilità agli amiternini di contare politicamente in tutto lo stato.cite-ref-12[12] La città divenne quindi una mwfgmwfwpraefecturacite-ref-13[13] e, sotto il dominio di mwhaRoma, l'Amiterno sabina venne abbandonata per dare origini ad un nuovo centro poco più a valle.cite-ref-heinzelmann-2-2-1[2]

La città crebbe e diventò un grande centro urbano contando, nei periodi di massima espansione, una mwigpopolazione di decine di migliaia di abitanti. Durante la mwiwguerra sociale e le mwjaguerre civili del mwjqI secolo a.C., però, si spopolò notevolmente, riuscendo però a uscire da questa crisi.cite-ref-strabo-5-3-1-1-1[1] In mwkgetà augustea era ancora abitata dai sabinicite-ref-14[14] e proprio in quel periodo venne promossa a mwlwmwmamunicipium.cite-ref-15[15] La città era inoltre un importante nodo stradale: situata lungo l'antica mwnqVia Cecilia che arrivava fino ad mwngHatria, da essa partivano inoltre la mwnwVia Claudia Nova e due diramazioni della mwoaVia Salaria.cite-ref-16[16]

Per almeno quattro secoli, Amiterno ha rivestito il ruolo di centro del potere,cite-ref-amiternum-3-1[3] continuando a svilupparsi in maniera marcata, e vi hanno risieduto gli esponenti delle più importanti famiglie di Roma, mentre i normali cittadini vivevano, con ogni probabilità, nelle colline circostanti, le cosiddette mwsqVille di mwsgPreturo.

Amministrazione e famiglie

Quando era una mwtqpraefectura, Amiterno era sede di un mwtgprefetto,cite-ref-17[17] assistito da un collegio di otto membri della nobiltà locale, il quale sembra essere antecedente alla conquista romana.cite-ref-heinzelmann-5-18-0[18] Dopo che la città cambiò il suo status in mwvwmwwamunicipium si crearono un collegio di mwwqduumviri e mwwgdecurioni, che si riunivano nella mwwwCuria Septimiana Augustea.cite-ref-19[19] Era presente anche un'influente classe sacerdotale e dei mwyatresviri augustales, addetti al culto dell'mwyqimperatore.cite-ref-20[20]

Già nel tardo periodo repubblicano si era sviluppata nella città una facoltosa classe dirigente, che comprendeva mwzwmw0aequites e mw0qsenatori.cite-ref-heinzelmann-5-18-1[18] Il più famoso esponente di questa classe è lo storico mw1gGaio Sallustio Crispo (nato nell'mw1w86 a.C.) ma molte altre famiglie raggiunsero alti gradi dell'amministrazione statale, come gli "Attii", i "Sallii" e i "Vinii".cite-ref-21[21]

Il declino

L'inizio del declino risale al mw5aV secolo quando, ormai caduto l'mw5qImpero romano d'Occidente, gli abitanti della città dovettero rifugiarsi in luoghi più facilmente difendibili sulle alture: il centro abitato iniziò a spostarsi nell'attuale mw5gSan Vittorino.cite-ref-22[22] Proprio in quegli anni il vescovo della città mw6wQuodvultdeus, di origini africane, ristrutturò e potenziò le catacombe realizzando un mausoleo mw7apaleocristiano.cite-ref-23[23] Tra il mw8qVI e il mw8gVII secolo la città vide l'inizio di un periodo di destrutturazione, come suggeriscono delle abitazioni di legno nella zona del mw8wteatro.cite-ref-mucciante-24-0[24] Le strutture pubbliche e molte abitazioni vennero smontate e abbondanti porzioni dell'abitato furono abbandonate.cite-ref-mucciante-24-1[24] Come distretto territoriale laico (per l'omonimo Contado) e religioso (come capitale di Diocesi) Amiterno è attestata dalle fonti fino al mw-a1069 (anno in cui il Vescovo Lodoico o Lodovico prende parte al Concilio Romanocite-ref-25[25], nonostante ricerche recenti lo attribuiscano ad altra diocesi sostenendo che l'unico Ludovico presente fosse mwaqevescovo di Nocera, in mwaqiUmbria).cite-ref-26[26] La diocesi venne successivamente unita alla mwaqcdiocesi di Rieti ed in seguito il suo territorio fu accorpato alla neonata mwaqgdiocesi dell'Aquila. La città visse, seppur in maniera evanescente, fino al mwaqkXIII-mwaqoXIV secolo, quando perse definitivamente vitalità a causa della fondazione della vicina città dell'mwaqsAquila.cite-ref-27[27]cite-ref-28[28]

Urbanistica

Come già detto in precedenza, il primo mwarwvicus originario da cui si sviluppò la città sorgeva sul colle di mwar0San Vittorino e, con ogni probabilità, questo insediamento costituì il primo mwar4mwar8oppidum romano. Subito dopo la conquista romana, nel mwasaIV secolo a.C., la valle dell'Aterno costituiva un centro di passaggio tra il mwaseTirreno e l'mwasiAdriatico e il principale asse viario che vi fu costruito è quello intorno al quale sorga la città amiternina. Nel mwasmII secolo a.C. la strada fu notevolmente migliorata dal mwasqcensore mwasuLucio Cecilio Metello e prese quindi il nome di mwasymwascVia Cecilia. La strada inizialmente non passava per il centro della città, ma correva sul fondovalle, e lì incontrava un ramo della mwasgVia Salaria, importantissima via di comunicazione nel mondo romano.cite-ref-heinzelmann-2-2-2[2] Nel corso degli anni, in mwas0epoca repubblicana, il centro si spostò verso l'Aterno, nell'area dove sono stati riportati alla luce i maggiori resti archeologici, tuttora in attesa di una miglior valorizzazione culturale ed economico-turistica. Conseguentemente allo spostamento della città, nel mwas4I secolo a.C. venne approntato un piano urbanistico che ne regolasse lo sviluppo.cite-ref-ministero-29-0[29]

La prima grande struttura pubblica che venne edificata nella nuova città fu il mwatkteatro, databile all'inizio dell'età augustea, successivamente, nel I secolo, venne edificato l'mwatoanfiteatro e nei due secoli successivi due mwatsacquedotti e un mwatwedificio termale.cite-ref-heinzelmann-9-30-0[30] Nel mwaue2008, dopo degli studi eseguiti con dei rilevamenti magnetici, è stata scoperta in linea di massima l'organizzazione della città: il teatro si trovava nei limiti settentrionali del centro, che si sviluppa verso nord per altri 50 metri circa, mentre verso sud sono presenti edifici per almeno un chilometro.cite-ref-heinzelmann-13-31-0[31] L'asse nord-sud era la mwauyVia Cecilia, bordata nella parte meridionale da piccoli abitazioni e botteghe di dimensioni ridotte.cite-ref-ministero-29-1[29] La mwausCecilia passava ad ovest dell'anfiteatro, dove è stata riportata alla luce una parte lastricata, e ad est del teatro, attraversando l'Aterno su un ponte i cui resti sono andati distrutti.cite-ref-heinzelmann-14-32-0[32] Dei muri di contenimento delle acque fluviali sono ancora visibili e ciò fa pensare che il corso del fiume non sia cambiato.cite-ref-heinzelmann-13-14-33-0[33]

La città aveva un piano ortogonale ed erano presenti molte strade perpendicolari all'asse principale nella parte meridionale.cite-ref-heinzelmann-15-34-0[34] Ad est dell'anfiteatro, sulla mwavkCecilia, era situato un tempio di 50x40 metri circa, a nord di questo un'ampia area termale e a sud un'area densamente edificata, probabilmente un mercato.cite-ref-heinzelmann-16-35-0[35] A sud dell'anfiteatro erano presenti un altro piccolo tempio, dei giardini e un grande edificio domestico; subito a nord del fiume c'era probabilmente il mwav4Foro e nella sua parte occidentale era presente una mwav8basilica o un mwawamwawesacellum e subito a nord di queste un ampio complesso commerciale.cite-ref-heinzelmann-16-35-1[35] A nord del Foro, vicino al teatro, l'acquedotto entrava in città e a sud- est del teatro c'era una serie di grandi mwawymwawcdomus.cite-ref-heinzelmann-16-35-2[35]

Resti archeologici

I resti dell'Amiterno sabina sono diversi e ben conservati, situati in località mwaxiSan Vittorino, frazione del comune dell'mwaxmAquila. Tra i più importanti sono l'mwaxqanfiteatro con la vicina domus dei gladiatori, il mwaxuteatro di età augustea ed una villa di tarda mwaxyetà imperiale, con mosaici e affreschi. Sono inoltre visibili una porzione urbana della mwaxcmwaxgvia Caecilia e resti di terme e di un mwaxkacquedotto risalenti anch'essi all'età di mwaxoAugusto. Sono invece in corso di scavo i resti della mwaxscattedrale paleocristiana di Santa Maria ad civitatem.

Diverse sono poi le epigrafi e il materiale scultoreo e architettonico rinvenuto nell'area e conservato in strutture del circondario, soprattutto nel mwax4Museo nazionale d'Abruzzo (L'Aquila) e nel mwax8Museo archeologico nazionale d'Abruzzo (mwayaChieti), tra cui va ricordata la statua cosiddetta del mwayeSignore di Amiternum esposta durante il summit del mwayiG8 del 2009. Nei pressi dell'area archeologica, nell'abitato di mwaymSan Vittorino, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane, presenti nel sottosuolo della mwayqchiesa di San Michele Arcangelo.

Anfiteatro romano

Sulla mwaywmway0Via Amiternina sorgono i resti dell'mway4anfiteatro di Amiterno, una struttura risalente al I secolo d.C. in grado di contenere fino a mway86 000 persone. Le prime indagini archeologiche che l'hanno riportato alla luce risalgono al mwaza1880, mentre i moderni lavori di consolidamento e restauro sono cominciati nel mwaze1996 per mano della mwaziSoprintendenza.cite-ref-ministero-29-2[29] Dalla caratteristica forma a ellisse, era quasi interamente circondato da gradinate, oggi scomparse. La struttura prevedeva 48 arcate su due piani ed era rivestita completamente in mwazclaterizio.

Adiacenti all'anfiteatro son i resti di una villa a carattere e funzione pubblica con corte centrale e porticato, di cui rimane qualche debole traccia.

Teatro romano

Più a nord dell'mwaaaanfiteatro, ai piedi del colle di mwaaeSan Vittorino è invece il teatro, probabilmente risalente all'mwaaietà augustea e rinvenuto nel mwaam1878. La struttura, ricavata sul pendio della collina e caratterizzata da una notevole acustica, era costituita da una gigantesca gradinata circolare, la mwaaqcavea, di 80 metri di diametro disposta su due livelli. Il teatro era costituito da blocchi di pietra squadrati e poteva ospitare circa mwaau2 000 persone. Abbandonato dopo il mwaayIV secolo d.C. venne successivamente utilizzato con funzione di mwaacnecropoli.

Cattedrale paleocristiana

La cattedrale di Santa Maria mwaasad civitatem, secondo Laurent Feller in mwaawLes Abruzzes Mediévèls, era la protocattedrale della scomparsa mwaa0diocesi di Amiterno, esistente già nel IX secolo. La cattedrale dipendeva dal monastero benedettino di San Mauro, posto sulla montagna ad ovest della città romana, ed era la sede diocesana prima della mwaa4chiesa di San Michele in San Vittorino. Sicuramente già nell'XI secolo la cattedrale era in fase di abbandono degrado, ma sono attualmente in corso studi e scavi portati avanti dall'mwaa8Università degli Studi dell'Aquila.

Note

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Collegamenti esterni

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